La mastocitosi è una patologia rara, caratterizzata dall’eccessivo accumulo di mastociti in diversi organi (cute, midollo osseo, linfonodi,..) che si può presentare con diversa severità. Le manifestazioni cliniche (prurito, anafilassi, osteoporosi, …) sono dovute al rilascio di mediatori, come istamina e triptasi, da parte dei mastocitosi nell’organo interessato.
Perchè si parla di mastocitosi e allergia a veleno di imenotteri? Se quest’ultima si presenta nella popolazione generale con una prevalenza tra l’0,3 e l’8,9%, nei soggetti affetti da mastocitosi può arrivare al 20-30%. Per questo motivo in tutti i pazienti con storia di reazione sistemica dopo puntura di imenotteri viene presa in considerazione questa patologia. L’associazione è probabilmente dovuta al fatto che la puntura di imenottero rappresenta uno stimolo significativo per il rilascio dei mediatori dell’anafilassi in pazienti in cui di per sè è già più facile dato l’eccesso di mastociti. Infatti, i pazienti affetti da mastocitosi hanno un rischio di reazioni sistemiche gravi più elevato se allergici al veleno di imenotteri.
Per porre diagnosi di allergia al veleno degli imenotteri si segue lo stesso iter della popolazione generale.
Fortunatamente, anche in caso di diagnosi di mastocitosi, i pazienti possono accedere all’immunoterapia specifica per veleno di imenotteri (VIT, Venom ImmunoTherapy) con sicurezza ed efficacia sovrapponibile alla popolazione generale. In altre parole, non vi è un rischio di reazioni avverse significativamente più elevato durante la VIT e il grado di protezione verso le reazioni sistemiche gravi e potenzialmente fatali è lo stesso.
Esistono alcune differenze però nella dose e negli intervalli di tempo nella fase di mantenimento, che solitamente si mantengono rispettivamente più elevata e più breve. Inoltre, la VIT in questi pazienti è consigliata a vita.
Medico specialista in Allergologia ed Immunologia Clinica, Dirigente Medico, UOSD Allergologia, ULSS 1 Dolomiti, Veneto – FELTRE (BI)