La Corte di Cassazione ( Sezione Penale) ha affermato, con sentenza del 28 Maggio 2026 n. 19597 che “integra il delitto di truffa la condotta del sanitario che, approfittando della particolare debolezza psicologica dei pazienti, affetti da patologie anche gravi, li induca a sottoporsi, dietro pagamento, ad una metodologia di cura alternativa a quella tradizionale , rassicurandoli circa l’utiità della stess e suscitando speranze illusorie stante l’assenza di evidenze scientifiche di guarigioni o di miglioramenti”